
SBTi: cos’è la Science Based Targets initiative?
La Science Based Targets initiative (SBTi) è un’organizzazione internazionale che supporta le aziende e le istituzioni finanziarie nel fissare obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra in linea con la scienza climatica più aggiornata.
Nata dalla collaborazione tra CDP, United Nations Global Compact, World Resources Institute (WRI) e WWF, la SBTi è oggi un punto di riferimento globale per la definizione di strategie climatiche credibili.
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Cos’è la SBTi
La Science Based Targets initiative (SBTi) è un’iniziativa globale nata nel 2014 per guidare l’azione climatica nel settore privato e fornisce un metodo scientifico per ridurre le emissioni di gas serra (GHG). Questa iniziativa aiuta le aziende a fissare obiettivi di riduzione delle emissioni in linea con l’Accordo di Parigi. In particolare, si mira a mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.
L’iniziativa è stata fondata da quattro organizzazioni leader a livello mondiale in ambito ambientale:
- CDP (Carbon Disclosure Project)
- United Nations Global Compact (UNGC)
- World Resources Institute (WRI)
- World Wide Fund for Nature (WWF)
Nel 2023, la SBTi è diventata un ente di beneficenza nel Regno Unito e ha anche creato una società sussidiaria, la SBTi Services Limited. Questa società gestisce i servizi di validazione dei target e, insieme, formano il gruppo SBTi.
Attraverso lo sviluppo di standard, strumenti e linee guida, la SBTi consente alle aziende di tutte le dimensioni e settori – incluse le istituzioni finanziarie – di definire piani di riduzione delle emissioni credibili, trasparenti e verificabili. Il cuore dell’approccio è il concetto di target science-based: un obiettivo viene considerato “basato sulla scienza” se è coerente con ciò che la letteratura scientifica indica come necessario per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di livelli catastrofici.
Al 2025, oltre 10.000 aziende nel mondo hanno dichiarato il proprio impegno o hanno già fissato obiettivi convalidati dalla SBTi, a testimonianza della crescente importanza di questo strumento nella strategia climatica delle imprese.
Come funziona la SBTi
La SBTi ha definito un processo strutturato in cinque fasi che guida le aziende nel percorso verso l’adozione e la validazione di obiettivi di riduzione delle emissioni coerenti con la scienza climatica. Questo approccio metodico garantisce che gli obiettivi siano chiari, ambiziosi, misurabili e trasparenti. Ecco le cinque fasi principali:
Commit – Impegno formale
Le aziende iniziano il processo sottoscrivendo una lettera di impegno, in cui dichiarano l’intenzione di fissare obiettivi scientificamente fondati entro 24 mesi. Questo passaggio è opzionale per le piccole e medie imprese (PMI) con meno di 500 dipendenti, che possono accedere a un percorso semplificato.
Una volta firmata la lettera, l’azienda viene riconosciuta come “Committed” sul sito della SBTi e sui portali dei partner come CDP, UN Global Compact e We Mean Business.
Develop – Sviluppo dei target
L’impresa sviluppa internamente i propri obiettivi di riduzione delle emissioni utilizzando i criteri, le linee guida e gli strumenti ufficiali forniti dalla SBTi. Sono disponibili percorsi settoriali specifici per affrontare le diverse complessità industriali, ad esempio nel caso di utility, trasporti o istituzioni finanziarie.
L’azienda ha due anni di tempo, a partire dalla firma dell’impegno, per presentare i target sviluppati.
Submit – Validazione
L’azienda presenta i propri obiettivi alla SBTi per ottenere una validazione ufficiale. Un team tecnico analizza i dati e i documenti, valutando se gli obiettivi proposti sono conformi ai criteri scientifici e metodologici aggiornati. In caso di approvazione, l’azienda riceve il riconoscimento ufficiale; in caso contrario, vengono forniti feedback dettagliati per adeguare i target.
Sono previste diverse tipologie di submission: target generici, net-zero, per istituzioni finanziarie e revisioni successive.
Communicate – Comunicazione
Una volta approvati, gli obiettivi devono essere comunicati pubblicamente entro sei mesi. In caso contrario, l’azienda dovrà ripresentare i target per una nuova revisione.
I target validati vengono pubblicati sul sito ufficiale della SBTi e sulle piattaforme dei partner, massimizzando la visibilità e la trasparenza verso stakeholder, clienti e investitori.
Disclose – Monitoraggio e rendicontazione
Le aziende devono rendicontare pubblicamente, almeno una volta all’anno, i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi. Questo può avvenire tramite i report di sostenibilità, le comunicazioni CDP o aggiornamenti pubblicati sul sito aziendale.
Il monitoraggio continuo e la trasparenza sono elementi essenziali per garantire la credibilità e l’efficacia degli impegni assunti.
Questa struttura in cinque passaggi permette alle aziende di trasformare l’ambizione climatica in azioni concrete e verificabili, allineando la strategia aziendale con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e contribuendo in modo tangibile alla transizione verso un’economia a zero emissioni.
Le tipologie di target SBTi
La SBTi propone diverse categorie di obiettivi (science-based targets) per rispondere alle esigenze delle aziende e adattarsi ai diversi livelli di ambizione e maturità climatica. Le principali tipologie includono:
Target a breve termine (Near-Term Targets)
Questi obiettivi coprono un orizzonte temporale di 5–10 anni dalla data di validazione e rappresentano il primo passo concreto verso la decarbonizzazione. I near-term targets sono obbligatori per tutte le aziende che intendono fissare anche obiettivi di lungo termine.
Le imprese devono dimostrare riduzioni lineari annue minime, ad esempio:
- Scope 1 e 2: riduzione lineare del 4,2% annuo;
- Scope 3 (catena del valore): riduzione minima del 2,5% annuo, se rappresenta oltre il 40% delle emissioni totali.
Target a lungo termine (Long-Term Targets)
Gli obiettivi a lungo termine rappresentano il piano delle aziende per raggiungere lo stato di neutralità climatica entro il 2050 (o entro il 2040 per il settore energetico). Questi sono validati secondo lo SBTi Corporate Net-Zero Standard, pubblicato nel 2021.
Obiettivi Net-Zero (Net-Zero Targets)
I target Net-Zero sono un percorso integrato che comprende sia obiettivi a breve termine che a lungo termine. Le aziende che intendono allinearsi al Net-Zero Standard devono dimostrare:
- Azioni immediate (near-term) per ridurre le emissioni;
- Un piano credibile di lungo termine per raggiungere net-zero;
- L’uso limitato e residuale di misure di compensazione (solo oltre la catena del valore, “Beyond Value Chain Mitigation”).
Obiettivi Scope 1, 2 e 3
Ogni azienda deve includere nei propri target:
- Scope 1: emissioni dirette dalle attività controllate dall’azienda;
- Scope 2: emissioni indirette derivanti dal consumo di energia acquistata;
- Scope 3: emissioni indirette lungo la catena del valore (fornitori, uso del prodotto, trasporti, rifiuti, ecc.).
Gli obiettivi Scope 3 sono obbligatori se essi rappresentano oltre il 40% delle emissioni complessive. In questi casi, la SBTi richiede un target specifico anche per tale categoria.
Approcci settoriali e metodologie specifiche
Per garantire rigore scientifico e applicabilità, la SBTi ha sviluppato percorsi decarbonizzazione settoriali (Sectoral Decarbonization Approach – SDA), con requisiti specifici per:
- Settore energetico
- Trasporti
- Finanza
- Edilizia
- Alimentare e agricoltura
- Tessile e moda
- Chimico-farmaceutico
Ogni settore ha soglie minime di ambizione e parametri metodologici su misura. Questa articolazione consente alle aziende di strutturare obiettivi climatici credibili e misurabili, adattati al loro contesto operativo e in linea con gli impegni globali per il contenimento della crisi climatica.
Risultati e impatto dell’SBTi
A dieci anni dalla sua nascita, la Science Based Targets initiative (SBTi) ha impresso una svolta concreta nel mondo della sostenibilità aziendale. L’adesione al framework è cresciuta in modo esponenziale e, con essa, anche l’impatto delle azioni intraprese dalle imprese per contrastare il cambiamento climatico. Sempre più aziende, infatti, scelgono di definire obiettivi di riduzione delle emissioni basati sulla scienza, integrando la decarbonizzazione all’interno delle proprie strategie di lungo periodo.
Nel solo 2021, la SBTi ha triplicato il numero di obiettivi climatici validati e raddoppiato la media mensile di nuove adesioni. A fine anno, oltre 2.200 aziende, rappresentanti più di un terzo della capitalizzazione del mercato globale, avevano già fissato target ufficialmente riconosciuti. Il trend non si è arrestato, anzi: nel 2025, più di 10.000 imprese risultano impegnate nel percorso SBTi, di cui 7.502 con obiettivi già validati e 1.666 che hanno adottato uno standard Net-Zero in linea con le direttive dell’iniziativa.
L’impatto sul clima è tangibile. Secondo i dati ufficiali, nel solo 2022 le aziende aderenti hanno contribuito ad abbattere circa 76 milioni di tonnellate di CO₂, mentre nel 2021 si erano già evitati 53 milioni di tonnellate rispetto a scenari di “business-as-usual”. Questi numeri dimostrano che il modello SBTi non è un semplice riferimento teorico, ma uno strumento efficace e operativo che produce risultati reali e misurabili.
SBTi nel contesto delle normative internazionali
Uno dei principali punti di forza della SBTi è il suo pieno allineamento con l’Accordo di Parigi, adottato nel 2015. Tutti gli obiettivi approvati dall’iniziativa sono progettati per contribuire concretamente al contenimento del riscaldamento globale, e in particolare al limite di +1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.
Questo valore è oggi considerato lo standard minimo accettabile, e dal luglio 2022 la SBTi ha deciso di non validare più target meno ambiziosi, come quelli basati su un incremento di 2°C. Una scelta netta, che rende la SBTi perfettamente coerente con le evidenze scientifiche più aggiornate, in particolare con quanto emerso dai più recenti report dell’IPCC.
Questa coerenza si traduce in una forte compatibilità con la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), entrata in vigore nel gennaio 2024. La direttiva, che impone alle grandi imprese europee di rendicontare le proprie performance ambientali, sociali e di governance attraverso gli standard ESRS, richiede in modo esplicito l’identificazione di obiettivi climatici e la descrizione dei progressi raggiunti. Nello specifico, lo standard ESRS E1 sul cambiamento climatico prevede che le aziende definiscano target di mitigazione chiari, monitorabili e basati su metriche affidabili. In questo contesto, gli obiettivi SBTi rappresentano una risposta concreta ed efficace, grazie alla loro struttura metodologica robusta e all’approccio trasparente e scientificamente validato.
A rafforzare ulteriormente il ruolo della SBTi nel quadro regolatorio è la pubblicazione, nel 2021, dello SBTi Corporate Net-Zero Standard, il primo framework globale pensato per aiutare le aziende a definire obiettivi net-zero credibili. Questo standard, oltre a essere perfettamente allineato con la traiettoria di Parigi, offre alle imprese una guida per costruire strategie climatiche di lungo periodo, capaci di rispondere sia alle aspettative normative che alle richieste del mercato finanziario. La SBTi ha inoltre annunciato lo sviluppo di un Net-Zero Standard specifico per gli enti finanziari.
SBTi e i framework complementari: GHG Protocol, ISO 14064-1 e CDP
Per comprendere appieno la portata della Science Based Targets initiative (SBTi), è essenziale collocarla all’interno dell’ecosistema più ampio della misurazione e rendicontazione delle emissioni di gas serra. Sebbene la SBTi fornisca un framework per la definizione e validazione di obiettivi climatici, essa si appoggia operativamente su standard complementari, tra cui il GHG Protocol, la norma ISO 14064-1 e il CDP.
Il GHG Protocol, sviluppato da WRI e WBCSD, costituisce la base metodologica adottata anche dalla SBTi per il calcolo delle emissioni. Esso definisce confini organizzativi e operativi, suddivide le emissioni in Scope 1, 2 e 3, e fornisce strumenti pratici per costruire inventari aziendali attendibili.
Accanto a questo, la ISO 14064-1 rappresenta lo standard internazionale per la quantificazione e rendicontazione delle emissioni a livello organizzativo. Spesso utilizzata per finalità di certificazione, questa ISO consente alle aziende di predisporre un inventario conforme, anche integrabile in sistemi di gestione ambientale come la ISO 14001.
Infine, il CDP (Climate Disclosure Project) funge da piattaforma di disclosure ambientale globale. Molte aziende che adottano obiettivi SBTi comunicano i loro progressi tramite il questionario CDP, contribuendo alla trasparenza e al confronto tra pari. Mentre SBTi definisce la traiettoria, il CDP permette di monitorare e comunicare i risultati, favorendo il coinvolgimento degli investitori e la gestione del rischio climatico.
SBTi ed EU ETS: due approcci sinergici alla decarbonizzazione aziendale
Sebbene la Science Based Targets initiative (SBTi) operi su base volontaria, la sua efficacia risulta amplificata quando integrata con strumenti normativi obbligatori come l’EU Emissions Trading System (EU ETS). Quest’ultimo è il principale sistema europeo di scambio di quote di emissione, fondato sul principio del “cap and trade”. In vigore dal 2005, copre oltre il 36% delle emissioni totali dell’UE e coinvolge settori ad alta intensità emissiva come energia, industria, aviazione e, dal 2024, anche il trasporto marittimo.
Il funzionamento del sistema si basa su un tetto massimo (cap) annuale di emissioni, che viene progressivamente ridotto in linea con gli obiettivi climatici dell’UE. Le aziende devono acquistare o ricevere quote (EUAs) per coprire le proprie emissioni, con sanzioni in caso di inadempienza. Questo meccanismo introduce un costo esplicito al carbonio, incentivando la riduzione delle emissioni dove più conveniente.
In questo contesto, gli obiettivi validati SBTi si rivelano altamente complementari: mentre l’EU ETS impone un limite quantitativo alle emissioni, la SBTi fornisce un percorso strategico volontario e misurabile verso la neutralità climatica, fondato sulla scienza.
Criticità e prospettive future della SBTi
Nonostante il successo globale della Science Based Targets initiative (SBTi) come riferimento per la definizione di obiettivi climatici aziendali, l’iniziativa presenta ancora alcune criticità che ne limitano l’accessibilità e l’efficienza, soprattutto per le PMI.
Una delle principali sfide riguarda la complessità metodologica. I criteri tecnici per la riduzione delle emissioni di gas serra, in particolare quelle di Scope 3, richiedono competenze specifiche e risorse che non tutte le aziende possiedono. Pur offrendo strumenti di supporto, il percorso SBTi resta impegnativo per molte organizzazioni che desiderino diventare più sostenibili.
Anche la fase di validazione dei target ha sollevato critiche: tempi lunghi e costi elevati rappresentano un ostacolo per chi vuole dichiarare in tempi rapidi i propri obiettivi net-zero. Per rispondere a questo problema, la SBTi ha avviato un potenziamento interno e introdotto nuovi processi.
Sul piano della governance, nel 2023 e 2024 alcuni osservatori hanno chiesto maggiore trasparenza nei criteri di approvazione e un rafforzamento dell’indipendenza decisionale rispetto agli interessi aziendali. Anche in questo caso, SBTi ha risposto avviando una revisione delle policy per migliorare la propria accountability scientifica.
Infine, l’evoluzione della scienza climatica impone aggiornamenti continui ai criteri, costringendo le imprese a rivedere i propri obiettivi per mantenerli coerenti con i nuovi parametri, come il già menzionato Net-Zero Standard. Nonostante le criticità, la SBTi resta un pilastro della neutralità climatica aziendale, e la sua evoluzione ne rafforza il ruolo nella transizione ecologica globale.
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