COP29: Baku in due parole

La COP29 è cominciata. Ecco, in due parole, quello che devi sapere sulla conferenza sul clima più importante al mondo!

Tutti gli occhi sono puntati su Baku. Da oggi, la capitale dell’Azerbaijan ospiterà per undici giorni la Conferenza delle Parti. La COP è il principale organo decisionale della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Da non confondere con le due omonime – e meno conosciute – COP su biodiversità e desertificazione, la COP si riunisce ogni anno per negoziare nuove misure per mitigare la crisi climatica e verificare i progressi rispetto agli obiettivi stabiliti nelle edizioni precedenti. La COP coinvolge i rappresentanti di tutte le “Parti”, ossia i paesi che partecipano annualmente alla conferenza.

L’incontro, giunto alla sua 29esima edizione, sarà dedicato principalmente alla cosiddetta “finanza climatica”, cioè agli aiuti economici con cui i paesi più ricchi e storicamente responsabili per le emissioni di gas serra si sono impegnati a sostenere quelli meno sviluppati dal punto di vista economico per la realizzazione di piani mitigazione e sviluppo. Se realizzati correttamente, questi progetti dovrebbero limitare l’innalzamento del riscaldamento globale al di sopra dei 1,5°C sopra i livelli preindustriali e contribuirebbero a perseguire gli Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Per la prima volta in quindici anni, i rappresentanti di tutti i paesi del mondo si riuniranno per stabilire un nuovo obiettivo globale di finanziamento climatico, che andrà a sostituire quello concordato a Copenaghen nel 2009. In quella occasione, Unione Europea, Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Islanda, Norvegia, Nuova Zelanda e Svizzera concordarono di fornire 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 per aiutare i paesi in via di sviluppo a ridurre le emissioni e a rafforzare la loro resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici.

Non solo questo non è successo, ma la cifra dovrà essere rinegoziata, in quanto insufficiente.

Secondo quanto riportato dal World Resources Institute, si stima che i paesi in via di sviluppo, dopo aver impiegato le proprie risorse, avranno bisogno tra i 500 miliardi e il trilione di dollari all’anno in finanziamenti per il clima da fonti internazionali. In questa edizione, i delegati delle Parti dovranno concordare un nuovo piano di finanziamenti per i paesi in via di sviluppo, che entrerà in vigore quando l’attuale impegno di 100 miliardi di dollari scadrà alla fine di quest’anno. Questo nuovo piano sarà noto con la sigla NCQG, che sta per New Collective Quantified Goal (Nuovo Obiettivo Collettivo Quantificato).

Oltre al quantitativo dei finanziamenti, le Parti dovranno stabilirne tempistiche e modalità di erogazione. Dal lato delle nazioni ricche, si dovrà discutere sul dove reperire i fondi e se nazioni come la Cina e i paesi del Golfo dovranno contribuire o meno. La precedente edizione, tenutasi a Dubai, non ha soddisfatto le aspettative dei paesi a basso e medio reddito, così come non ha ottenuto le garanzie per un maggiore impegno da parte dei grandi emettitori di gas serra, né ha generato i finanziamenti necessari per una transizione globale giusta.

Speriamo che Baku porti ad una svolta e che fornisca indicazioni chiare e precise su come assicurare una decarbonizzazione equa e veramente sostenibile.

COP29
Manifestanti per l'eliminazione dei combustibili fossili alla Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite COP28 a Expo City Dubai il 13 dicembre 2023; Dubai, Emirati Arabi Uniti (foto di Andrea DiCenzo).

Fonti

1. Al via la Cop 29, focus su paesi vulnerabili e cambiamenti climatici, Rai News.

2. What is COP29?, Official COP29 website.

3. Key Issues to Watch at COP29, World Resources Institute.

4. COP29: What are the key issues at the UN climate summit in Baku?, Valerie Volcovici, Reuters.

5. Investing in a livable planet for all, United Nations Website.