Conferenza inquinamento plastica

Inquinamento da plastica: clamoroso fallimento a Busan

La serie di incontri internazionali dell’ONU sull’inquinamento da plastica si chiude a Busan dopo due anni con un nulla di fatto.

Si è appena conclusa l’ultima delle cinque sessioni di incontri del Comitato intergovernativo di negoziazione per l’inquinamento da plastica (INC). L’organo, composto da oltre 170 paesi, è nato da una risoluzione UNEP (United Nations Environment Programme) del 2022 per mettere fine all’inquinamento da plastica e per eliminare gradualmente le sostanze chimiche nocive.

I lavori dell’INC sono iniziati nella seconda metà del 2022, ed in questi due anni hanno riunito i delegati in Uruguay, Francia, Kenya, Canada e Corea del Sud. È qui, nella città di Busan, che le contrattazioni si sono concluse con un nulla di fatto.

Le negoziazioni sono ufficialmente rimandate

“Diversi problemi critici impediscono ancora di raggiungere un accordo generale”, ah affermato Luis Vayas Valdivieso, Ambasciatore dell’Ecuador, aprendo la sessione plenaria finale dei negoziati ONU.

Alla base del mancato accordo ci sono le posizioni diametralmente opposte tra la maggioranza delle delegazioni, favorevoli ad un trattato forte sull’intero ciclo di vita della plastica, ed un gruppo di paesi produttori di petrolio (considerate che più del 90% della plastica è costituita da combustibili fossili).

Russia, Arabia Saudita e Iran pare abbiano guidato un piccolo gruppo di paesi in una serie di tattiche di ostruzionismo per rallentare le negoziazioni, nella prospettiva di ottenere un accordo che si focalizzasse unicamente sulla gestione dei rifiuti.

Una delegata portoghese, Maria João Teixeira, ha affermato che un altro ciclo di negoziati potrebbe essere l’opzione migliore per ottenere un accordo significativo. “Stiamo davvero cercando di evitare un trattato debole”, ha affermato.

Rimane poco chiara la posizione dei due principali produttori di plastica al mondo, Cina e Stati Uniti, entrambi clamorosamente assenti domenica dal palco durante una conferenza stampa organizzata dai paesi che sono a favore di un trattato forte sull’inquinamento da plastica.

Un’emergenza di carattere globale

Se non si agirà tempestivamente sulla questione, i livelli di inquinamento da plastica potrebbero triplicare entro il 2060. Secondo dati OCSE, dal 2019 ad oggi la produzione mondiale annua di plastica è triplicata, passando dai 460 milioni di tonnellate agli 1,2 miliardi.

Dei sette miliardi di tonnellate di rifiuti di plastica generati a livello globale fino ad oggi, meno del 10% è stato riciclato. Aggiungiamo che milioni di tonnellate di rifiuti di plastica vengono perse nell’ambiente o, a volte, spedite per migliaia di chilometri.

Stando a quanto riportato dalle Nazioni Unite, i rifiuti di plastica costituiscono l’80% di tutta l’inquinamento marino e ogni anno circa 8-10 milioni di tonnellate di plastica finiscono nell’oceano.

Questo dovrebbe preoccuparci. Secondo l’UNEP, nel 2050 la plastica potrebbe superare il peso di tutti i pesci presenti nel mare. Inoltre, la plastica impiega tra i 500 e i 1000 anni per degradarsi, e nel frattempo si scompone in microplastiche (particelle inferiori ai 5 millimetri).

Attualmente, si stima che ci siano circa 50-75 trilioni di pezzi di plastica e microplastiche negli oceani.

Uno studio condotto nel 2020, evidenzia che una media del 60% dei pesci, appartenenti a 198 specie catturate in 24 paesi, contiene microplastiche – con una presenza maggiore riscontrata nelle specie carnivore.

I rischi per la salute legati alla plastica

La plastica è già presente nel corpo degli esseri umani.

Studi recenti hanno documentato la presenza di microplastiche nel corpo umano e, addirittura, nella placenta di nascituri. La preoccupazione riguarda i potenziali effetti sulla salute a lungo termine.

Come riportato in questo articolo, è stato dimostrato che le microplastiche possono influenzare diversi sistemi del corpo umano, come quello digestivo, respiratorio, endocrino, riproduttivo e immunitario. Quando ingerite, le microplastiche irritano il tratto gastrointestinale e possono anche alterare il microbioma intestinale e favorire l’accumulo di tossine ambientali, come metalli pesanti.

Nel sistema respiratorio, l’inalazione di microplastiche può causare stress ossidativo, infiammazioni e danni ai polmoni, portando a tosse, difficoltà respiratorie e stanchezza.

Le microplastiche possono interferire anche sul piano ormonale, causando disordini endocrini che possono portare a problemi metabolici, riproduttivi e dello sviluppo.

Infine, un altro aspetto preoccupante è quello delle nano plastiche (particelle con dimensioni comprese tra 1 e 1000 nanometri), collegato a danni mitocondriali nelle cellule respiratorie.

 

Fonti

Fifth Session (INC-5), UNEP.

Failure of Busan talks exposes fossil fuel barrier to UN plastics pact, Climate Home News.

International talks on curbing plastic pollution fail to reach agreement, The Guardian.

Our planet is choking on plastic, UNEP.

Potential Health Impact of Microplastics: A Review of Environmental Distribution, Human Exposure, and Toxic Effects, ACS Publicationd.

Health Effects of Microplastic Exposures: Current Issues and Perspectives in South Korea, National Library of Medicine.

Worldwide contamination of fish with microplastics: A brief global overview, Marine Pollution Bulletin.

Le microplastiche sono nel nostro corpo. Ma quanto sono dannose per la salute umana?, National Geographic Italia.