
IA: una nuova corsa alle emissioni in vista?
C’è un nuovo chatbot IA sulla piazza, ed è cinese. Lunedì scorso, la startup DeepSeek – con base ad Hangzhou – ha creato molto scompiglio nei mercati statunitensi per il lancio del suo nuovo progetto. Secondo quanto dichiarato dalla startup, il suo nuovo modello ha raggiunto Chat GPT per prestazioni pur con una frazione dei rispettivi costi di sviluppo. In più, DeepSeek ha reso disponibili i modelli di intelligenza artificiale alla base dei suoi prodotti, permettendo a chiunque di scaricarli, utilizzarli e modificarli.
In un solo giorno dal lancio della versione definitiva, il nuovo chatbot è diventato il più scaricato dagli utenti, che hanno accolto la novità con entusiasmo. Non possiamo dire la stessa cosa degli investitori. Infatti, i titoli tecnologici statunitensi sono mediamente calati, con un forte contraccolpo soprattutto sul colosso Nvidia, che ha perso quasi 600 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Questo è il più grande crollo mai registrato in un solo giorno nella storia dei mercati statunitensi. Ciò è accaduto perché l’azienda è strettamente collegata al mercato dell’intelligenza artificiale per il ruolo che gioca nella produzione di unità di elaborazione grafica (GPU), fondamentali per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale. Con l’entrata della Cina nel mercato dell’IA generativa, Pechino lancia il guanto di sfida a Washington, oltre che ai colossi della Silicon Valley, i quali hanno investito miliardi per assicurarsi il primato nel settore.
Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che questa è una “chiamata di allarme” per le aziende americane, che devono concentrarsi sulla “competizione per vincere”.
Questo ci porta alla questione delle emissioni dei data center alla base dei modelli di intelligenza artificiale.
L’impatto ambientale dell’IA
I data center sono strutture che raccolgono i server responsabili del funzionamento dell’IA. Secondo recenti stime, i sistemi che supportano ChatGPT emettono un totale di 8,4 tonnellate di anidride carbonica all’anno.
Questi sistemi sono anche collegati ad un significativo consumo idrico. Secondo uno studio dell’Università della California, i sistemi di raffreddamento dei data center – fondamentali data la quantità di calore generato dalle macchine impiegate – hanno richiesto circa 700.000 litri di acqua dolce durante l’addestramento di GPT-3. Tale quantità è equivalente a quella necessaria per produrre 370 automobili BMW. Anche la generazione delle risposte alle domande degli utenti prevede un consumo idrico, stimato a mezzo litro d’acqua.
Persino le politiche di Google sono state influenzate dall’IA. Nel 2023, l’impatto ambientale dei suoi modelli di intelligenza artificiale ha spinto il colosso a ritirare gli impegni di neutralità carbonica, a causa dell’aumento significativo delle emissioni. Per far fronte al problema, Google ha firmato un accordo per acquistare energia prodotta da una serie di mini-reattori nucleari, che dovranno essere realizzati entro il 2035. Anche Microsoft e Amazon hanno stretto accordi simili.
Un nuovo fronte nella competizione fra USA e Cina
A dirla tutta, le emissioni di Microsoft sono aumentate del 30% nel 2023 rispetto al 2020, mentre quelle di Google sono cresciute del 48% rispetto al 2019, in entrambi i casi a causa dell’IA. DeepSeek utilizza – e questo sarà da verificare – un modello molto più leggero e, quindi, meno impattante. Ironicamente, qualora il chatbot cinese dovesse riuscire a ridurre il consumo elettrico effettivo dell’IA, questo comporterebbe diversi problemi. C’è da considerare innanzitutto il paradosso di Jevons, per il quale un aumento dell’efficienza nell’uso delle risorse può portare a un loro consumo complessivo maggiore, grazie alla riduzione dei costi. In questo senso, la presenza di un competitor spalleggiato dal governo cinese potrebbe innescare l’apertura di un nuovo fonte di competizione tra Washington e Pechino. Con il lancio del progetto Stargate, la nuova amministrazione Trump punta ad assicurarsi il dominio del settore tech potenziando le infrastrutture di OpenAI. La spesa stimata sarà di 500 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni.
L’emergere di DeepSeek potrebbe raddoppiare tali sforzi, con un significativo aumento nell’impatto ambientale.
Fonti
Google to buy nuclear power for AI datacentres in ‘world first’ deal, The Guardian.
Google Backpedals on Carbon Neutrality, independent Women’s Forum.
DeepSeek, come funziona l’AI della startup cinese, Wired.
DeepSeek: The Chinese AI app that has the world talking, BBC.
Nvidia sheds almost $600 billion in market cap, biggest one-day loss in U.S. history, CNBC.
China’s DeepSeek disrupts American plans for AI dominance, The Washington Post.
DeepSeek Scrambles the AI and Emissions Equation, Bloomberg.
The Environmental Impact of ChatGPT: A Call for Sustainable Practices In AI Development, Earth.org.
EU Ecolabel facts and figures, European Commission.