Granchio Blu

Granchio Blu: il Veneto chiede lo stato di calamità naturale

Il Callinectes sapidus, meglio conosciuto come “granchio blu”, è una specie aliena che si è infiltrata nel Mediterraneo. Con il termine “aliena” si fa riferimento a una specie introdotta dall’attività umana in un ambiente che non avrebbe mai potuto raggiungere spontaneamente. Molte di queste specie, come nel caso del granchio blu, possono diventare invasive, creando seri danni agli ecosistemi locali.

Originario delle coste atlantiche americane, il granchio blu è giunto nel Mar Mediterraneo probabilmente a bordo delle zavorre di alcune navi. Per riprodursi, questo crostaceo minaccia le specie locali, predandole con grande voracità. Una singola femmina di granchio blu può deporre fino a due milioni di uova nel corso della sua vita, e l’assenza di predatori naturali nei nostri mari contribuisce ad una rapida proliferazione. Questo fenomeno rappresenta un pericolo serio per la pesca locale e per l’integrità degli ecosistemi marini. Le specie invasive, infatti, alterano le catene alimentari, competono per le risorse con le specie autoctone e modificano la struttura degli habitat.

Emergenza granchio blu in Italia

Dal 2017 le segnalazioni della presenza del granchio blu lungo le coste italiane sono aumentate in modo allarmante. Si stima che solo in Italia i danni causati agli allevamenti di vongole, cozze, ostriche, telline, crostacei e pesci abbiano già superato i 100 milioni di euro. La Coldiretti segnala che il Delta del Po è la zona più colpita, con danni enormi alla produzione di vongole. A partire dalla primavera del 2023, sia sul versante veneto che su quello emiliano, la produzione di vongole è stata praticamente azzerata.

La situazione in Veneto

La situazione in Veneto è particolarmente preoccupante. Come sottolineato da Cristiano Corazzari, assessore regionale alla pesca, “I quantitativi di granchio blu rimossi nel 2024 dai sei mercati ittici regionali e dal Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine ammontano a ben 1.894 tonnellate. Questi dati evidenziano chiaramente le difficoltà che la pesca e l’acquacoltura venete stanno affrontando a causa dell’invasione di questa specie.”

La giunta regionale ha appena richiesto lo stato di calamità naturale, accompagnando la richiesta con una relazione tecnica che individua le aree maggiormente colpite, tra cui la Laguna di Caorle e Bibione, la Laguna del Mort, la Laguna di Venezia, le lagune e sacche del Delta del Po, nonché le zone marittime lungo la fascia costiera del Veneto.

Il Piano d’azione per fronteggiare l’emergenza

Per affrontare questa crisi e proteggere le 1500 imprese ittiche del territorio, è stato lanciato nel 2024 il Blue Crab Action Plan. Il piano coinvolge la Regione Veneto, ARPA Veneto, Veneto Agricoltura, l’Università di Padova e l’Università di Venezia. Il piano si articola in quattro fasi:

  1. Mappatura della distribuzione del granchio blu.
  2. Monitoraggio delle lagune, delle coste e delle zone del delta.
  3. Sviluppo di modelli di previsione per la distribuzione della popolazione di granchio blu e la sua espansione spaziale.
  4. Creazione di linee guida per le imprese di acquacoltura e pesca.

I dati raccolti saranno utilizzati per supportare il lavoro del Commissario nazionale per l’emergenza granchio blu, con l’obiettivo di ridurre l’impatto di questa invasione e tutelare l’equilibrio ecologico e le attività economiche colpite.


Fonti

Granchio blu, un piano di azione in Veneto, SIstema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

Pesca: 100 mln di danni dal granchio blu, dalle vongole alle ostriche, Coldiretti.

The blue crab: the “alien” invader of the Mediterranean, Il Nuovo Mediterraneo.

Granchio blu, il Veneto chiede lo stato di calamità naturale anche per il 2024, Il Sole 24 ore.

Granchio blu: il Veneto chiede la calamità naturale, Il Resto del Carlino.