
Un pilastro dell’energia rinnovabile: le Garanzie di Origine
Le Garanzie di Origine (GO) sono certificati elettronici che attestano la provenienza rinnovabile dell’energia elettrica prodotta e immessa in rete. Ogni titolo corrisponde a 1 MWh generato da fonti come eolico, solare, idroelettrico o biomassa ed è rilasciato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Riconosciute ufficialmente in tutta Europa, le GO consentono alle imprese di dimostrare l’utilizzo di energia rinnovabile e di semplificare il calcolo delle emissioni di Scope 2 secondo il metodo market-based previsto dal GHG Protocol. Grazie alla loro tracciabilità, rappresentano uno strumento chiave per comunicare in modo trasparente il contributo aziendale alla decarbonizzazione e alla riduzione della carbon footprint.
Calcola subito la tua carbon footprint aziendale con Natù ESG!
Il quadro normativo in Europa e in Italia
Il sistema delle Garanzie di Origine nasce all’inizio degli anni Duemila, con l’introduzione da parte dell’Unione Europea dell’obbligo di tracciare l’origine dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Nel 2009 questo meccanismo viene reso più chiaro e vincolante per tutti gli Stati membri, con l’obiettivo di creare un mercato unico delle energie pulite e garantire al consumatore la certezza della provenienza dell’elettricità acquistata. Nel 2018 la normativa è stata aggiornata per includere anche il gas rinnovabile e il calore, assicurando maggiore trasparenza e interoperabilità al livello europeo.
In Italia il compito di gestire le Garanzie di Origine è affidato al Gestore dei Servizi Energetici, che rilascia un titolo per ogni megawattora prodotto da fonte rinnovabile e ne controlla il trasferimento e l’annullamento. Le regole operative sono definite da ARERA e dal Ministero dell’Ambiente, che garantiscono la coerenza con gli standard europei.
Questo quadro normativo permette alle imprese di certificare la provenienza rinnovabile dell’energia utilizzata, evitando doppi conteggi e assicurando la validità delle dichiarazioni ambientali.
Chi gestisce le garanzie di origine e quale ruolo hanno GSE e GME?
La gestione delle Garanzie d’Origine in Italia è affidata principalmente a due soggetti: il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e il Gestore dei Mercati Energetici (GME). Il GSE è l’autorità responsabile del rilascio, del trasferimento e dell’annullamento delle Garanzie d’Origine.
Ogni produttore di energia da fonte rinnovabile deve ottenere la qualifica IGO, ossia l’identificazione dell’impianto ai fini del rilascio delle Garanzie di Origine. Questa qualifica, valida per cinque anni, certifica che l’impianto rispetta i requisiti tecnici e normativi per produrre energia rinnovabile tracciabile. Una volta qualificato, il produttore può ricevere dal GSE le GO a seconda dell’energia pulita prodotta.
Il GME, invece, gestisce le piattaforme su cui le GO vengono scambiate. Attraverso il Mercato delle Garanzie d’Origine (M-GO) e la Piattaforma Bilaterale (PB-GO), gli operatori possono vendere o acquistare titoli, assicurando la trasparenza dei prezzi e la sicurezza delle transazioni. Il GME agisce come controparte centrale, garantendo il buon fine di ogni operazione.
Grazie alla collaborazione tra GSE e GME, il sistema italiano garantisce la piena tracciabilità dei certificati e la credibilità del mercato delle energie rinnovabili.
Annullare le garanzie di origine
L’annullamento è la fase conclusiva del ciclo di vita delle Garanzie d’Origine e rappresenta il passaggio in cui il titolo perde la sua negoziabilità per attestare ufficialmente il consumo di energia rinnovabile. Quando un fornitore o un’azienda decide di dichiarare che parte o tutta l’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili, deve richiedere al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) l’annullamento delle GO equivalenti ai propri consumi.
Questo processo genera un certificato di annullamento, che riporta le informazioni principali del titolo – fonte di produzione, periodo, impianto e soggetto utilizzatore – e che serve a dimostrare la tracciabilità e la reale corrispondenza tra energia acquistata e garanzia utilizzata.
L’annullamento, inoltre, è uno strumento di trasparenza e di comunicazione ambientale: consente alle imprese di dichiarare in modo verificabile la quota di energia rinnovabile utilizzata, evitando il rischio di doppio conteggio e sostenendo la credibilità delle strategie ESG. Solo le GO annullate possono essere considerate nel calcolo delle emissioni e nel reporting aziendale.

Come funziona l’annullamento delle garanzie di origine?
Un’azienda che acquista energia elettrica dalla rete, la quale comprende un mix di fonti sia rinnovabili sia fossili la cui provenienza non è fisicamente distinguibile, può “compensare” tale consumo acquistando e annullando un numero equivalente di Garanzie d’Origine (GO). Ogni GO corrisponde a 1 megawattora di energia rinnovabile prodotta e certificata da un impianto qualificato.
In pratica, l’azienda non cambia fisicamente la provenienza dell’elettricità che utilizza, ma garantisce che da qualche altra parte, nello stesso anno, sia stata immessa in rete una quantità identica di energia rinnovabile. Quando le GO vengono annullate presso il GSE, diventano inutilizzabili per altri soggetti e attestano ufficialmente che quel quantitativo di energia “verde” è stato attribuito all’azienda.
Nel contesto della rendicontazione GHG, le GO incidono sul calcolo delle emissioni di Scope 2 secondo il metodo market-based, che consente di applicare un fattore di emissione pari a 0 tCO₂e/MWh per l’elettricità coperta da titoli annullati. Se invece si utilizza il metodo location-based, che considera il mix medio di produzione nazionale, le emissioni restano quelle standard del sistema elettrico.
Le Garanzie d’Origine non riducono quindi le emissioni fisiche, ma permettono di attribuire contabilmente un consumo rinnovabile verificabile e conforme alle regole del GHG Protocol, favorendo trasparenza e coerenza nel reporting aziendale.
Garanzie d’origine e carbon footprint di organizzazione
Le Garanzie d’Origine giocano un ruolo prezioso nel calcolo delle emissioni di Scope 2. L’integrazione delle GO, infatti, consente alle aziende di rendere il proprio inventario delle emissioni più aderente alle reali scelte di approvvigionamento energetico, distinguendo tra consumo di elettricità da rete e acquisti certificati di energia rinnovabile.
Questo approccio permette di misurare l’intensità emissiva in modo più coerente con la politica energetica aziendale, facilitando la comparazione dei dati tra diversi anni di rendicontazione. Le imprese che gestiscono in modo sistematico le GO possono, ad esempio, calcolare indicatori di performance come le tonnellate di CO₂ per MWh o per unità di prodotto, verificando l’effetto delle strategie di decarbonizzazione sul lungo periodo.
Dal punto di vista operativo, la corretta contabilizzazione delle Garanzie d’Origine richiede l’integrazione con i sistemi interni di gestione dei dati ambientali, in modo da evitare duplicazioni e assicurare la tracciabilità documentale. Le informazioni sulle GO devono essere coerenti con i registri del GSE e incluse nelle verifiche di audit previste dalle norme ISO 14064-1 o dai framework ESG adottati dall’azienda. In questo modo le GO diventano parte integrante della misurazione e del monitoraggio della carbon footprint d’organizzazione.
Differenze con il Power Purchase Agreement
Le Garanzie d’Origine (GO) e i Power Purchase Agreement (PPA) rappresentano due strumenti distinti ma complementari per dimostrare l’utilizzo di energia rinnovabile. Come abbiamo detto, le GO sono certificati elettronici che attestano la produzione rinnovabile di 1 MWh di energia, senza legame fisico tra il produttore e l’utilizzatore. I PPA, invece, sono contratti di lungo periodo con cui un’azienda acquista energia direttamente da un impianto rinnovabile, assicurandosi una fornitura stabile e tracciabile.
Nel reporting ESG, i PPA offrono un contributo più solido alla strategia di decarbonizzazione, poiché collegano il consumo dell’impresa a un progetto specifico, generando un impatto diretto sull’incremento della capacità rinnovabile installata. Le GO, pur essendo strumenti di natura contabile, consentono comunque di coprire la quota residua dei consumi elettrici e di dichiarare un approvvigionamento “verde” conforme al metodo market-based del GHG Protocol.
In molte aziende i due strumenti vengono utilizzati in modo integrato: i PPA per la quota di energia acquistata da impianti dedicati e le GO per la parte restante dei consumi. Questa combinazione permette di bilanciare efficacia ambientale, flessibilità economica e coerenza nelle metriche ESG.
Integrazione nei sistemi di gestione aziendale
Per garantire la tracciabilità e la credibilità delle informazioni ambientali, i dati relativi alle Garanzie d’Origine devono essere integrati nei sistemi di gestione aziendale e nei software ESG per la rendicontazione, come SuitYou. Inserire le GO nei flussi di monitoraggio energetico consente, infatti, di associare a ciascun sito produttivo la quota di consumi certificati, rendendo più immediata la verifica della copertura rinnovabile.
Nel contesto di sistemi come ISO 14001 o ISO 50001, le GO possono essere utilizzate come evidenze documentali per dimostrare il miglioramento delle prestazioni energetiche e ambientali. Queste devono però essere gestite con lo stesso rigore di qualsiasi altro dato di processo, con registrazione dei certificati di annullamento, archiviazione delle prove di titolarità, e aggiornamento periodico dei fattori di emissione utilizzati nei calcoli.
Durante gli audit interni ed esterni, la disponibilità di una documentazione completa sulle GO facilita la validazione delle dichiarazioni ambientali e rafforza la credibilità del reporting ESG. Un’integrazione corretta consente inoltre di automatizzare la raccolta dati e di garantire coerenza tra consumo energetico, emissioni rendicontate e obiettivi di sostenibilità aziendale.
Calcola subito la tua carbon footprint aziendale con Natù ESG!