
Fuochi d’artificio: impatti su salute e ambiente
La notte di San Silvestro è il momento nel quale ci riuniamo con amici e parenti per celebrare la fine dell’anno, brindando ai successi raggiunti e accogliendo il nuovo anno con auguri, musica, e spettacoli pirotecnici. Questi ultimi in particolare sono un elemento caratteristico di questi festeggiamenti. Basti pensare che, nel 2023, l’UE ha importato quasi 30.000 tonnellate di fuochi d’artificio, per un valore di 90 milioni di euro. Per quanto questa cifra sia tre volte inferiore a quanto registrato nel 2019, l’utilizzo dei fuochi d’artificio è ancora collegato a delle problematiche piuttosto serie per quanto concerne salute ed ambiente
Ne parliamo in questo articolo.
Particolato, metalli pesanti e rischi per la salute
Nelle ore immediatamente successive all’esplosione dei fuochi d’artificio si registra un sensibile peggioramento dei valori della qualità dell’aria, soprattutto per via dell’accumulo di polveri sottili.
Basti pensare che l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania (ARPAC) ha registrato, nella notte di San Silvestro a Napoli, una quantità di polveri sottili ben 21 volte superiori alla media.
Queste, anche note come “particolato”, sono costituite da un insieme di sostanze di diverse dimensioni che possono rimanere sospese in aria anche fino a un mese. Le polveri sottili con dimensioni inferiori a 10 micrometri sono collegate a problemi nella salute dei soggetti esposti. Inalarle, infatti, può irritare i polmoni, scatenare attacchi di asma e aggravare malattie polmonari preesistenti, aumentando allo stesso tempo il rischio di attacchi cardiaci, ictus, infarti e tumori polmonari. Bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con malattie polmonari o cardiache sono categorie particolarmente esposte ai possibili danni legati al particolato.
I fuochi d’artificio rilasciano anche una grande quantità di altri inquinanti atmosferici, in particolare anidride solforosa, anidride carbonica e monossido di carbonio. Durante le festività viene anche registrato un picco nella presenza di metalli come rame, potassio, bario, cromo, vanadio e stronzio. Queste sostanze possono causare anch’esse danni alla salute. I rischi si alzano in particolare quando i fuochi vengono sparati dai nostri giardini, dato il deposito di queste sostanze sul suolo di terreni domestici.
A seconda della composizione delle polveri, possono essere liberati anche altri elementi pericolosi quali antimonio, bario e arsenico. L’esposizione a questi metalli è dannosa i quanto questi possono accumularsi nell’organismo determinando una serie di problematiche sulla salute. Alcuni fuochi d’artificio illegali possono persino contenere piombo, una sostanza legata a problemi di salute a lungo termine.
Come dichiarato da Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima): la notte di Capodanno nelle grandi città “potrebbe essere paragonata a un’ora in fonderia”, con un aumento dell’inquinamento nelle grandi città del 1.900% rispetto ai valori limite.
I danni dei fuochi d’artificio sugli animali e sulla natura
Per quanto riguarda i danni su flora e fauna, si tenga conto che le sostanze sprigionate dalla deflagrazione dei fuochi d’artificio si depositano sul suolo, nonché nei laghi, nei fiumi e nei mari, introducendo tossine che danneggiano gli organismi acquatici e degradano la qualità dell’acqua nel tempo. Ci sono poi i rifiuti di plastica e cartone, con 60mila involucri esplosi per un totale che varia dalle tre alle sei tonnellate di rifiuti, chiaramente difficilmente differenziabili.
Tralasciando il rischio di provocare incendi, c’è infine da considerare lo stretto legame tra fuochi d’artificio e inquinamento acustico. Il rumore dei fuochi d’artificio può raggiungere i 150 decibel, un livello ben superiore alla soglia di sopportazione di molti animali. Basti pensare che l’udito di cani e gatti può ricevere danni già se si supera le rispettive soglie degli 85 e dei 95 decibel. Più in generale, la notte di Capodanno risulta particolarmente stressante per gli animali domestici, rivelandosi per alcuni fatale. Si stima infatti che ogni anno in Italia almeno 5.000 animali muoiano a causa dei “botti” di fine anno, ed il prezzo peggiore lo pagano gli animali selvatici, specialmente gli uccelli.
Ne è un triste esempio il caso delle centinaia di storni ritrovati morti nella notte di Capodanno a Roma. Come dichiarato in questa occasione dalla Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu): “nell’avifauna selvatica un botto causa uno spavento tale che può provocare la morte per infarto o li induce a fuggire dai dormitori costituiti da alberi e siepi, e a volare al buio alla cieca anche per chilometri, andando a morire addosso a qualche muro o cavo elettrico; quelli che riescono ad atterrare o a posarsi su un manufatto spesso muoiono investiti dalle automobili o assiderati a causa delle rigide temperature invernali ed alla mancanza di un riparo.”
Insomma, di fronte a queste evidenze noi ci chiediamo se festeggiare in questo modo ne valga davvero la pena.
Fonti
Uccelli morti a Roma per i botti: cosa è successo davvero, Roma Today.
Medici ambiente: “Con i botti picco inquinamento, +1.900%”, AdnKronos.
Spectacular firework displays will mark the start of the New Year, but air quality will plummet, BBC.
Cos’è il particolato e quali sono i suoi effetti sulla salute umana?, European Environment Agency.
Fuochi di Capodanno, un “botto” per l’ambiente, La Repubblica.
Crowd-Pleasing Fireworks Are Not So Pleasing to the Planet, Earth.org
Gli impatti dei fuochi d’artificio sulla qualità dell’aria, Regione Lombarida.
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