
ESRS vs GRI: le differenze dell’analisi di materialità per i consulenti
L’analisi di doppia materialità ESRS e il framework GRI sono i due sistemi di riferimento più utilizzati per la rendicontazione di sostenibilità, ma operano su logiche strutturalmente differenti. Gli ESRS, sviluppati da EFRAG, sono il framework regolatorio obbligatorio per le aziende in perimetro CSRD, progettato per garantire comparabilità e tracciabilità dei dati ESG. Il GRI è uno standard volontario globale orientato alla comunicazione degli impatti dell’impresa su ambiente e società. Per un consulente, padroneggiare queste differenze è il prerequisito per impostare un assessment corretto fin dalla prima sessione di lavoro.Quale dimensione di materialità?
La divergenza più rilevante riguarda la struttura concettuale della materialità. il GRI applica una materialità singola, focalizzata esclusivamente sulla dimensione inside-out: valuta come le attività dell’impresa generano impatti su persone e ambiente, senza richiedere una valutazione sistematica di come i fattori ESG influenzano la posizione finanziaria dell’impresa stessa.Gli ESRS impongono invece la doppia materialità: un IRO è materiale se soddisfa i criteri della materialità d’impatto, della materialità finanziaria o di entrambe. Questa seconda dimensione – la materialità finanziaria outside-in – misura come le questioni di sostenibilità generano rischi o opportunità capaci di influire su sviluppo, posizione patrimoniale, flussi di cassa, accesso al capitale o costo del capitale nel breve, medio e lungo termine. Un topic che genera rischio finanziario ma ha impatto esterno limitato può essere materiale sotto ESRS ma non sotto GRI, e viceversa.
Per un approfondimento sulla metodologia di pesatura degli IRO e sulla calibrazione delle soglie di materialità, ti rimandiamo alla nostra guida alla matrice di materialità 2026.

Datapoint, assurance e formato digitale
Le differenze non si esauriscono sulla materialità. Gli ESRS contengono circa 1.100 datapoint individuali distribuiti nei dodici standard: una volta che la DMA determina quali standard tematici si applicano, quei datapoint devono essere rendicontati con disclosure quantitative e qualitative a granularità definita. Il GRI fornisce requisiti di disclosure, ma lascia flessibilità nella presentazione dei dati e nel livello di dettaglio quantitativo.
Sul fronte assurance, gli ESRS impongono una verifica esterna obbligatoria fin dal primo anno – inizialmente a livello limited assurance, con transizione pianificata verso la reasonable assurance – elevando significativamente gli standard di qualità dei dati, di controllo interno e di documentazione rispetto a quanto la maggior parte dei reporter GRI abbia finora mantenuto. il GRI incoraggia, ma non richiede, la verifica esterna. Infine, i report ESRS devono essere prodotti in formato XHTML con tagging digitale XBRL, rendendo i dati machine-readable per autorità di vigilanza e investitori istituzionali. Il GRI non prevede alcun requisito di formato digitale: PDF, pagine web o qualsiasi altro formato sono accettati.
L’interoperabilità ESRS-GRI: l’80% di sovrapposizione
La buona notizia per le aziende già operative con il GRI è che EFRAG e GRI hanno collaborato attivamente durante lo sviluppo degli ESRS. Il risultato è un elevato grado di interoperabilità degli standard: circa l’80% dei requisiti di disclosure ESRS corrisponde a disclosure GRI.
EFRAG e GRI hanno pubblicato un GRI-ESRS Interoperability Index che mappa i requisiti di disclosure ESRS sui corrispondenti datapoint GRI. Per i consulenti, questo è il punto di partenza per qualsiasi gap analysis: consente di identificare rapidamente dove la reportistica GRI esistente copre fià i requisiti ESRS e dove invece emergono lacune.
Strategia per i consulenti e costi
Per chi assiste le imprese in perimetro CSRD, la strategia più efficiente è usare gli ESRS come fondamenta primarie e costruire sopra la conformità GRI come layer aggiuntivo. In pratica: si progettano i processi di raccolta dati, la DMA e la rendicontazione intorno agli ESRS; una volta completata la disclosure ESRS sui requisiti GRI corrispondenti, integrando solo le poche disclosure GRI-specifiche non coperte dagli ESRS. Questo approccio elimina la duplicazione dei processi e capitalizza sull’80% di sovrapposizione tra i due framework.
Il costo di questa doppia operatività è concreto: il 57% delle aziende cita la complessità di compliance come principale sfida, e l’83% prevede un ulteriore aumento dei costi di rendicontazione nel breve termine. Quasi la metà dei rispondenti destina già almeno un quarto del proprio budget di sostenibilità alle sole attività di reporting. Proprio per questo, chi struttura oggi una infrastruttura dati unificata, trasforma il costo di compliance in un vantaggio competitivo: tempi di risposta più rapidi agli investitori, minore esposizione ai rischi regolatori e una capacità di rendicontazione che scala senza moltiplicare i costi.
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