ESG

ESG, CSR e Sostenibilità: quali sono le differenze?

Nel linguaggio della sostenibilità aziendale si tende a confondere sempre di più tre termini chiave: Sostenibilità, CSR (Corporate Social Responsibility) ed ESG (Environmental, Social and Governance).

Sebbene condividano l’obiettivo di ridurre gli impatti negativi dell’attività economica e generare valore a lungo termine per gli stakeholder ed il Pianeta, questi tre concetti rimangono distinti e, quindi, non sempre intercambiabili.

In questo articolo facciamo chiarezza su queste differenze.

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Definizione di Sostenibilità

Il termine “sostenibilità” definisce l’orizzonte complessivo verso il quale dovrebbe tendere ogni attività umana, comprese le imprese. Secondo la definizione più nota, proposta nel Brundtland Report del 1987, lo sviluppo sostenibile è “quello che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”.

In ambito aziendale, la sostenibilità implica il bilanciamento tra tre dimensioni fondamentali:

  • Ambientale: riduzione degli impatti sul clima, sugli ecosistemi, sulle risorse.
  • Sociale: tutela dei diritti umani, condizioni di lavoro eque, benessere collettivo.
  • Economica: crescita responsabile, creazione di valore durevole e distribuito.

In questo senso, più che un metodo o uno strumento, la sostenibilità è un principio guida.

Definizione di Corporate Social Responsibility

La Corporate Social Responsibility (CSR) è il primo modello adottato dalle imprese per integrare aspetti sociali e ambientali nella propria strategia. Questo concetto nasce negli anni ’50 e si sviluppa tra gli anni ’70 e ’90 come approccio volontario e valoriale, affermandosi tra gli anni 2000 come un elemento cardine alla base della reputazione aziendale.

La CSR si manifesta attraverso:

  • iniziative ambientali (es. riduzione dell’impronta ecologica),
  • progetti filantropici (donazioni, volontariato d’impresa),
  • programmi per i dipendenti (benessere, inclusione),
  • comunicazione dei valori aziendali.

Spesso legata alla cultura interna e alla reputazione esterna, la CSR è auto-regolata e basata su criteri qualitativi, non sempre misurabili. Questa è, quindi, utile per coinvolgere le persone, anche se meno efficace per rendicontare in modo comparabile i risultati o valutare i rischi ESG di un’impresa.

Definizione di ESG

L’Environmental, Social and Governance (ESG) è un paradigma più recente, che si sviluppa nei primi anni 2000 per rispondere a una domanda crescente di misurabilità, comparabilità e accountability.

A differenza della CSR, l’ESG:

  • non è un insieme di iniziative, bensì un sistema di criteri,
  • è orientato alla valutazione e al reporting,
  • è richiesto da investitori, regolatori e stakeholder finanziari.

Le tre dimensioni dell’ESG sono:

  • E (Environmental): gestione delle emissioni, uso delle risorse, economia circolare e biodiversità.
  • S (Social): condizioni di lavoro, parità di opportunità, diritti umani, relazioni con la comunità.
  • G (Governance): trasparenza, anticorruzione, struttura dei board, gestione dei rischi.

Le imprese usano indicatori e standard ESG (es. ESRS, VSME e GRI) per misurare e comunicare la propria performance nel bilancio di sostenibilità.

L’ESG è quindi un approccio concreto e misurabile per valutare gli impatti ed integrare la sostenibilità nei processi decisionali e nei mercati finanziari.

ESG

Pubblicato per la prima volta nel 1953, il testo Social Responsibilities of the Businessman di Howard R. Bowen rappresenta la prima trattazione organica sui temi dell’etica d’impresa e della responsabilità sociale. L’opera ha posto le basi affinché dirigenti aziendali e gli accademici potessero considerare questi argomenti come parte integrante della pianificazione strategica e dei processi decisionali manageriali.

CSR ed ESG: quali sono le differenze?

Pur perseguendo entrambi la sostenibilità, CSR ed ESG differiscono profondamente per approccio, strumenti e finalità.

Ecco un confronto sintetico:

AspettoCSR ESG
OrigineEtico-culturale (anni ’50-2000) Finanziaria e normativa (dal 2004 in poi)
NaturaVolontaria Sempre più regolata o richiesta dagli stakeholder
ObiettivoCoinvolgere, comunicare valori Misurare performance non finanziarie, gestire rischi/opportunità
Destinatari principaliDipendenti, comunità, opinione pubblica Investitori, regolatori, analisti finanziari
Tipo di datiQualitativi e narrativi Quantitativi e verificabili
Metriche e standardAssenti o autodefiniti (es. ISO 26000) Strutturati (es. CSRD, ESRS, VSME, GRI, SASB, Tassonomia UE ecc…)
Ruolo nella strategiaAccessorio, reputazionale Integrato nei processi e nel modello di business

 

Il passaggio da CSR a ESG

La CSR non è stata superata dall’ESG, bensì trasformata. In origine, le imprese parlavano di responsabilità sociale come impegno volontario. Con il tempo, la pressione sociale, i rischi reputazionali, la crisi climatica e le richieste degli investitori hanno spinto verso un modello più rigoroso e misurabile.

Questa evoluzione può essere sintetizzata in sette fasi:

  1. Anni ’50: con Howard Bowen nasce l’idea di responsabilità sociale oltre il profitto.
  2. Anni ’60-’70: emergono movimenti civili e ambientali, le aziende iniziano a rispondere alle nuove esigenze dei consumatori.
  3. Anni ’80: la CSR diventa parte della strategia aziendale secondo il principio del valore condiviso.
  4. Anni ’90: esplode la domanda di trasparenza, è l’inizio della rendicontazione sociale.
  5. Anni 2000: con la finanza sostenibile nascono gli indicatori ESG e il GRI.
  6. Anni 2010: l’ESG diventa mainstream, con l’ingresso negli investimenti e nei rating.
  7. Anni 2020: con l’ESG 2.0, la sostenibilità entra nel cuore della strategia aziendale.

Dove si colloca la Sostenibilità?

In questo scenario, la sostenibilità non è né CSR né ESG, bensì il fine ultimo che entrambi cercano di realizzare, quindi:

  • La CSR è stata la prima modalità di espressione della sostenibilità da parte delle imprese.

CSR significa cultura d’impresa, coinvolgimento e reputazione.

  • L’ESG è la risposta alla necessità di rendere la sostenibilità valutabile, comparabile e integrata.

ESG significa dati, rischi, opportunità, investimenti e impatti reali.

  • La sostenibilità è la cornice comune, condivisa anche al livello internazionale tramite gli SDGs dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Parlare di sostenibilità significa, per concludere, parlare del futuro, della resilienza del modello di business e del contributo sistemico dell’impresa verso un mondo nel quale i bisogni e i diritti delle generazioni future non vengano compromessi. Per far sì che il futuro di tutti sia più sostenibile, è fondamentale che le imprese riconoscano e riducano il proprio impatto.

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