CSRD
Nel 2025, la Commissione Europea ha presentato il pacchetto “Omnibus”, con l’obiettivo di alleggerire il carico di rendicontazione previsto dalla CSRD, in particolare per le piccole imprese. Le modifiche dovrebbero comportare risparmi annuali di circa 6,4 miliardi di euro. La normativa CSRD, entrata in vigore nel 2024 per le grandi imprese, sarà applicata progressivamente anche alle PMI dal 2027, con obbligo di rendicontazione a partire dal 2028. Tuttavia, secondo la proposta Omnibus solo le imprese con oltre 1.000 dipendenti e un fatturato maggiore di 50 milioni di euro o un bilancio superiore a 25 milioni di euro saranno soggette alla CSRD. Per le piccole aziende, l’UE introdurrà requisiti volontari di rendicontazione, basati sullo standard VSME.
ESRS
I nuovi European Sustainability Reporting Standards (ESRS) rappresentano le linee guida fondamentali per tutte le imprese che sono tenute a redigere report di sostenibilità conformemente alla CSRD.
L’ente responsabile per la redazione degli ESRS è l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group). Gli standard sono entrati in vigore a partire da gennaio 2024 e le imprese soggette alla CSRD devono ora allineare i propri bilanci di sostenibilità a questi nuovi requisiti.
Gli ESRS delineano specificamente quali informazioni le imprese devono comunicare riguardo i loro impatti, rischi e opportunità (IRO) legati alle questioni ambientali, sociali e di governance. Tali standard sono strutturati in due principali categorie: i “General Standards” e i “Thematic Standards”, questi ultimi divisi ulteriormente in ambientali, sociali e di governance.
Tra gli standard trasversali si trovano:
- ESRS 1, che tratta i principi generali di reportistica.
- ESRS 2, che stabilisce i requisiti informativi generali.
Gli standard tematici ambientali includono:
- ESRS E1, focalizzato sul cambiamento climatico.
- ESRS E2, riguardante l’inquinamento.
- ESRS E3, che si occupa delle risorse idriche e marine.
- ESRS E4, dedicato alla biodiversità ed agli ecosistemi.
- ESRS E5, che tratta l’uso delle risorse e l’economia circolare.
Per quanto riguarda i temi sociali, gli standard sono:
- ESRS S1, che si concentra sulla forza lavoro propria.
- ESRS S2, riguardante i lavoratori nella catena del valore.
- ESRS S3, focalizzato sulle comunità interessate.
- ESRS S4, che si occupa dei consumatori e degli utenti finali.
Infine, lo standard tematico di governance è:
- ESRS G1, che tratta della condotta aziendale.
Questi standard hanno l’obiettivo di assicurare che le imprese forniscano informazioni dettagliate e trasparenti sui loro impatti ambientali e sociali, migliorando così la qualità e la comparabilità del reporting di sostenibilità a livello europeo e globale.
VSME
Il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs) è uno standard di rendicontazione sulla sostenibilità pensato per le piccole e medie imprese non quotate che non sono soggette alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Questo strumento, sviluppato da EFRAG, mira a supportare le PMI nell’affrontare le crescenti richieste di trasparenza in tema di sostenibilità, offrendo un approccio semplificato e flessibile rispetto agli obblighi normativi. Lo standard si compone di due moduli: uno base, che copre gli aspetti fondamentali della sostenibilità come le emissioni aziendali e la salute e sicurezza sul lavoro, e uno completo, che include valutazioni più dettagliate come i rischi climatici e gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
Il VSME è stato concepito per essere un aiuto concreto alle PMI, permettendo loro di soddisfare le richieste di documentazione sulle pratiche sostenibili da parte di grandi imprese, banche e altri finanziatori. Rispetto alla CSRD, il VSME si concentra sulla divulgazione delle informazioni essenziali, evitando la complessità della doppia materialità, un principio centrale della CSRD.