COP16 a Roma

COP16.2: la conferenza mondiale sulla biodiversità si sposta a Roma

Si è tronati a parlare, forse troppo poco, della COP16. Dopo la brusca interruzione dell’ultima edizione della conferenza più importante al mondo sulla tutela della biodiversità, la comunità internazionale ha deciso di organizzare una sessione straordinaria di tre giorni a Roma.

La COP16 riprende oggi – 25 febbraio – e si chiuderà il 27 febbraio, questa volta definitivamente. Vediamo insieme quali risultati sono stati raggiunti fino ad ora e quali questioni dovranno essere chiuse.

Cos’è la COP sulla biodiversità?

La COP sulla biodiversità è l’organo decisionale della Convenzione sulla Diversità Biologica, un trattato internazionale nato nel 1992 in occasione del Vertice di Rio. Questa conferenza si tiene regolarmente e riunisce Paesi, organizzazioni internazionali e altri attori per valutare i progressi nella protezione della biodiversità globale, negoziare nuovi accordi e stabilire impegni per affrontare le sfide ambientali legate alla perdita di biodiversità. L’obiettivo principale della conferenza è frenare la perdita di specie, ecosistemi e diversità genetica, riconoscendo che la biodiversità è essenziale per la salute degli ecosistemi e il benessere umano. La prima COP per la biodiversità si è tenuta nel 1994 a Nassau, nelle Bahamas, mentre l’ultima ha avuto luogo quattro mesi fa in Colombia.

I risultati della COP16 sulla biodiversità

La sedicesima Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica delle Nazioni Unite (COP16) si è svolta a Cali dal 21 ottobre al 1° novembre 2024. L’evento ha raggiunto un’affluenza record di 26,000 partecipanti e ha raggiunto diversi risultati, tra i quali emerge – forse sopra tutti gli altri – il ruolo rafforzato dei popoli indigeni e delle comunità locali nella salvaguardia della biodiversità.

Alla fine della COP di Cali ben quarantaquattro Paesi hanno presentato strategie e piani d’azione aggiornati e 119 Parti hanno caricato i loro obiettivi nazionali nell’apposito strumento di monitoraggio online. L’UE, in particolare, ha dimostrato grande coinvolgimento, favorendo – tra le altre cose – la discussione verso i cosiddetti “crediti di biodiversità”.

Il lancio del “Cali Fund” garantirà una quota significativa delle sue risorse ai popoli indigeni. Questo stesso fondo sarà aperto al contributo economico delle grandi aziende che traggono beneficio dai dati genetici messi a disposizione dal meccanismo internazionale contenente le informazioni di sequenziamento digitale delle risorse genetiche. A fronte dell’accesso alle informazioni, l’accordo suggerisce che queste aziende dovranno destinare al fondo l’1% dei profitti derivanti o lo 0,1% dei ricavi complessivi.

Sono stati compiuti progressi sulle decisioni necessarie per rendere il Quadro Globale sulla Biodiversità completamente operativo, incluso il suo sistema di monitoraggio e le procedure per la Revisione Globale dell’Implementazione nel 2026 e nel 2030. Tuttavia, i delegati non sono riusciti a concludere queste e altre trattative prima della fine della conferenza, determinando la sospensione di alcune questioni di primaria importanza.

Il secondo capitolo della COP16

A quasi quattro mesi dalla brusca sospensione dei lavori in Colombia, la COP16 riprende oggi presso la sede centrale della Food and Agriculture Organization (FAO), a Roma. La seconda parte della conferenza concluderà il 27 febbraio, e le principali discussioni si concentreranno sui progressi del Quadro Globale sulla Biodiversità Kunming-Montreal (KMGBF), nonché sul rafforzamento della cooperazione con le organizzazioni internazionali. Più nello specifico, la conferenza verterà su come affrontare i punti all’ordine del giorno rimasti in sospeso per mancanza di quorum:

  • Mobilitazione delle risorse per l’attuazione del KMGBF.
  • Come il meccanismo finanziario della Convenzione può fornire risorse adeguate per l’attuazione del quadro.
  • Gli indicatori che saranno utilizzati per valutare i progressi nell’attuazione del KMGBF.
  • Il meccanismo attraverso il quale queste attività elencate saranno svolte prima del riesame alla COP17 a Yerevan.
  • Cooperazione con altre convenzioni e organizzazioni internazionali.

La perdita di biodiversità in numeri

Per “biodiversità” s’intende l’insieme delle forme di vita presenti in un determinato ambiente. Queste interagiscono all’interno degli ecosistemi, insiemi naturali formati da organismi viventi e ambiente fisico. Tali sistemi sono tanto delicati quanto fondamentali per il garantire la vita sulla Terra.

Secondo le Nazioni Unite, i principali fattori della perdita di biodiversità sono lo sfruttamento delle risorse naturali, il riscaldamento globale, l’inquinamento e la diffusione di specie invasive.

Gli ultimi dati confermano che, tra il 1970 e il 2018, la fauna selvatica è diminuita in media del 69%, con numeri preoccupanti in America Latina e nei Caraibi, che ne hanno registrato una diminuzione del 94%. L’impatto più rilevante lo hanno accusato le popolazioni di insetti, diminuite di circa il 45% negli ultimi 40 anni, e le specie anfibie, minacciate per il 40,7% al livello globale.

Il Rapporto di Valutazione Globale IPBES sulla Biodiversità e i Servizi Ecosistemici del 2019 ha riscontrato che il 75% della superficie terrestre è significativamente alterato, e il 66% degli oceani sta subendo impatti cumulativi crescenti – con circa la metà della copertura delle barriere coralline persa dal 1870. Inoltre, come riporta un approfondimento di Earth.org, “l’85% delle zone umide è andato perduto finora. Solo negli ultimi tre decenni, circa 420 milioni di ettari di foresta sono stati distrutti a causa dell’attività umana, tra cui il disboscamento per l’agricoltura e il taglio degli alberi.”

Anche la tua azienda può contribuire a tutelare la biodiversità

“Un Albero per il Futuro” è un’iniziativa di riforestazione urbana promosso da Natù ESG con l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico e favorire la biodiversità nelle aree urbane. Attraverso la piantumazione di alberi e il coinvolgimento di scuole, enti locali e imprese, il progetto mira a creare nuove foreste e sensibilizzare le comunità sull’importanza della tutela ambientale.

Abbracciando questa iniziativa, la tua azienda potrà migliorare il proprio rating ESG e rafforzare la presenza sul territorio. “Un Albero per il Futuro” è supportato da enti istituzionali come il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dell’Agricoltura, e garantisce elevati standard di qualità grazie a certificazioni come la ISO 14064-2.

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Fonti

Issues under discussion for the COP 16 resumed sessions, Nazioni Unite.

COP16 concludes with several landmark EU-championed outcomes, Commissione Europea.

Cop16: Roma ospita la Conferenza delle Parti sulla biodiversità…, Rai News.

Biodiversity COP: How does it differ from the Climate COP?, Climate Seed.

Biodiversity is at risk: we’re part of the problem, and part of the solution…, European Union External Action.

The biodiversity crisis in numbers – a visual guide, The Guardian.

6 Biodiversity Loss Statistics That Will Blow Your Mind, Earth.org.

Ongoing declines for the world’s amphibians in the face of emerging threats, Nature.

What is biodiversity? Why it’s under threat and why it matters, WWF.