VSME

VSME 2025: cos’è e cosa cambia per le PMI con lo standard volontario UE

Il VSME, acronimo di Voluntary Standard for Sustainability Reporting for SMEs, è lo standard volontario promosso dalla Commissione Europea per facilitare la rendicontazione ESG per le piccole e medie imprese. Adottato formalmente con la Raccomandazione del 30 luglio 2025, questo strumento mira a semplificare il processo di raccolta e comunicazione dei dati ESG da parte delle PMI non quotate, offrendo una risposta concreta alle pressioni crescenti della catena del valore e degli investitori istituzionali.

Cos’è il VSME e perché è importante per le PMI nel 2025?

Sviluppato dall’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG), lo standard VSME si propone come alternativa credibile e proporzionata al bilancio di sostenibilità obbligatorio previsto dalla CSRD per le grandi imprese. Le PMI, seppur in buona parte escluse dagli obblighi normativi, si trovano spesso coinvolte in richieste indirette legate alla rendicontazione di sostenibilità, a causa dell’effetto a cascata lungo la filiera.

Adottare il VSME consente alle imprese di dotarsi di un framework coerente con gli standard europei (ESRS) o il GRI (Global Reporting Initiative), migliorando la trasparenza verso banche, clienti e stakeholder. Il bilancio ESG, in questo contesto, diventa una leva per misurare la propria performance ESG, accedere alla finanza sostenibile e contribuire all’impatto positivo sull’ambiente e sulla società.

Nel 2025, l’approvazione formale del VSME rappresenta quindi una tappa fondamentale nella strategia dell’Unione Europea per sostenere la transizione sostenibile delle PMI, con particolare attenzione ai criteri ESG e al cambiamento climatico.

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Cosa prevede la Raccomandazione UE sul VSME approvata a luglio 2025?

Con la Raccomandazione del 30 luglio 2025, la Commissione Europea ha formalizzato l’introduzione del cosiddetto standard VSME: un modello volontario pensato per le piccole e medie imprese che desiderano redigere un bilancio di sostenibilità volontario, senza essere soggette agli obblighi della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Questo strumento è stato elaborato per rispondere alle richieste di dati ESG provenienti da banche, grandi imprese, clienti e investitori, con una struttura proporzionata e accessibile.

Il VSME si articola in due moduli: uno di base, pensato per rappresentare la soglia minima per la rendicontazione ESG delle PMI; e uno completo, per chi desidera un report di sostenibilità più articolato. Le imprese possono scegliere in autonomia quale livello adottare, senza alcun obbligo di verifica esterna: basta una autodichiarazione. Lo standard è stato pensato anche per le microimprese, che possono utilizzare solo le sezioni rilevanti.

In aggiunta, EFRAG ha messo a disposizione linee guida pratiche, template digitali e strumenti multilingue per facilitare la compilazione del bilancio ESG. Questo permette alle imprese di valorizzare le proprie pratiche ESG con un approccio semplificato ma strutturato, contribuendo a migliorare la qualità dei dati ESG prodotti, in linea con le aspettative degli stakeholder europei.

Omnibus: come influenza lo standard per le PMI?

Il VSME, oggi raccomandato come strumento volontario, è destinato a evolversi in un vero e proprio standard giuridico europeo, grazie al pacchetto legislativo noto come “Omnibus I”. Presentato dalla Commissione Europea il 26 febbraio 2025, il pacchetto propone una modifica sostanziale alla CSRD: limitare il bilancio di sostenibilità obbligatorio alle imprese con più di 1.000 dipendenti.

Per tutte le altre imprese, comprese la maggioranza delle PMI europee, il VSME diventerà lo standard ufficiale per la redazione del bilancio di sostenibilità volontario. Questo significa che il modello proposto oggi in forma raccomandata sarà presto adottato con un atto delegato.

Un aspetto cruciale dell’Omnibus I è l’introduzione del value-chain cap: un limite normativo alle informazioni che possono essere richieste alle PMI da parte di grandi imprese o istituzioni. In altre parole, chi redige un report di sostenibilità in base alla CSRD non potrà esigere dalle PMI non obbligate più di quanto previsto dal VSME. Questo meccanismo è essenziale per evitare che le piccole e medie imprese siano sommerse da richieste sproporzionate lungo la catena del valore.

Lo standard VSME diventa così il filtro di riferimento che protegge la competitività delle PMI e ne valorizza l’autonomia nel campo della rendicontazione ESG.

Quali vantaggi concreti offre il VSME alle PMI non quotate?

L’introduzione del VSME rappresenta un’opportunità concreta per le piccole e medie imprese che vogliono affacciarsi al mondo della sostenibilità senza dover affrontare il peso di un bilancio di sostenibilità obbligatorio. Tra i principali benefici vi è la possibilità di rispondere in modo unificato alle richieste ESG provenienti da banche, clienti e grandi imprese, evitando richieste simili ma separate e riducendo i costi amministrativi.

Utilizzare il VSME consente di produrre un report di sostenibilità coerente con gli standard europei, migliorando la qualità della rendicontazione ESG e la gestione dei rischi ESG. Inoltre, lo standard facilita il dialogo con gli investitori istituzionali, sempre più attenti ai criteri ESG e alle emissioni di gas serra lungo la filiera.

Dal punto di vista strategico, il VSME aiuta le PMI a monitorare le proprie performance ESG e a comunicare l’impatto positivo delle proprie attività. Questo aspetto è fondamentale per facilitare l’accesso al credito nonché a strumenti di finanza sostenibile, attrarre partner commerciali e posizionarsi meglio in un mercato sempre più attento alla trasparenza.

Infine, adottare il VSME predispone all’adeguamento futuro ai requisiti della CSRD con un approccio scalabile e realistico.

Cosa devono fare banche, grandi aziende e Stati membri?

Il successo del VSME dipenderà anche dalla capacità di coinvolgere gli attori che abitualmente richiedono dati ESG: banche, grandi imprese, assicurazioni, fondi di investimento e istituzioni pubbliche. La Commissione Europea ha incluso nella Raccomandazione precise indicazioni rivolte a questi soggetti.

In primo luogo, come anticipato, si raccomanda a tutte le grandi aziende soggette alla CSRD di limitare le richieste alle PMI ai contenuti previsti dal VSME. Questo approccio mira a evitare richieste eccessive lungo la catena del valore, garantendo che la proporzionalità sia applicata non solo in teoria, ma anche nella pratica quotidiana.

Anche gli Stati membri hanno un ruolo centrale: essi sono invitati a promuovere attivamente l’adozione dello standard attraverso programmi informativi, assistenza tecnica e soluzioni digitali. La Commissione ha avviato un progetto pilota per integrare i dati ESG nei sistemi di fatturazione elettronica, facilitando la raccolta automatica delle informazioni necessarie per il bilancio ESG.

Inoltre, la creazione di piattaforme come l’European Single Access Point permetterà alle PMI di pubblicare i propri report di sostenibilità in formati accessibili agli investitori, migliorando la visibilità e favorendo nuove opportunità di crescita.

Questo coinvolgimento multilivello è essenziale per rendere il VSME uno standard europeo realmente operativo, riconosciuto e rispettato.

Il VSME diventerà obbligatorio? Quali sono i prossimi step?

Al momento, lo standard VSME è facoltativo e destinato a un uso volontario da parte delle piccole e medie imprese. Tuttavia, la sua formalizzazione come standard legale è prevista nei prossimi mesi attraverso l’approvazione di un atto delegato collegato al decreto Omnibus I.

Il processo di adozione prevede la consultazione degli Stati membri tramite il gruppo Member State Expert Group on Sustainable Finance (MSEGSF), il coinvolgimento del Comitato regolamentare per la contabilità (ARC), l’intervento delle autorità di vigilanza europee e una fase pubblica di feedback attraverso la piattaforma “Have Your Say”.

Nel frattempo, le imprese possono già iniziare a usare il VSME per redigere un bilancio di sostenibilità volontario che sia coerente con i criteri ESG richiesti dal mercato. Questa scelta anticipata permette di migliorare la raccolta dei dati ESG, ottimizzare le pratiche ESG interne e rispondere con maggiore efficacia alle esigenze della clientela.

In prospettiva, il VSME diventerà lo strumento minimo di riferimento per la rendicontazione ESG delle PMI in tutta l’Unione Europea, contribuendo a una maggiore armonizzazione tra i vari standard europei e a un sistema più trasparente e inclusivo.

Un Software ESG allineato al VSME

La sostenibilità è un fattore sempre più competitivo, e il VSME offre alle PMI la possibilità di strutturare la propria rendicontazione ESG in modo semplice, efficace e riconosciuto. Non si tratta solo di rispondere a richieste esterne: adottare il VSME significa anche misurare il proprio impatto positivo, rafforzare la resilienza aziendale e accedere con più facilità agli incentivi legati alla finanza sostenibile.

In sostanza, scegliere il VSME è una decisione strategica per distinguersi sul mercato, attrarre partner finanziari, migliorare la propria governance e contribuire concretamente agli obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea. Eppure, molte aziende non dispongono del know how necessario.

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