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Certificazione UNI/PdR 192:2026: contributi e vantaggi per le imprese

La certificazione UNI/PdR 192:2026 riguarda la conciliazione tra vita familiare e lavoro e aiuta le imprese a integrare queste politiche nella propria organizzazione. Governo e Unioncamere hanno stanziato 7,5 milioni di euro per sostenere il percorso di certificazione, associato anche a un esonero contributivo. L’obiettivo è raggiungere 1.000 imprese certificate in un anno.

Cos’è la certificazione UNI/PdR 192:2026

La UNI/PdR 192:2026 punta a rendere la conciliazione vita-lavoro parte dei processi aziendali attraverso un sistema strutturato, verificabile e orientato al miglioramento continuo.
L’iniziativa è promossa dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, dal Dipartimento per le Pari Opportunità e da Unioncamere. Secondo Unioncamere, investire nel benessere organizzativo può favorire produttività, innovazione, reputazione e capacità di attrarre talenti.

Contributi UNI/PdR 192:2026 per le imprese

Per favorire la diffusione della certificazione sono stati stanziati 7,5 milioni di euro, con l’obiettivo di accompagnare 1.000 imprese verso la certificazione.
Dal 21 settembre 2026 sarà possibile presentare domanda per accedere a contributi e servizi di accompagnamento. La pagina Unioncamere non specifica l’importo riconoscibile a ciascuna impresa né le modalità dettagliate di accesso.

Sgravio contributivo e conciliazione vita-lavoro

Alle imprese certificate è associato anche un esonero dal versamento dei contributi previdenziali.
La misura rafforza il legame tra politiche di conciliazione, benessere organizzativo e gestione aziendale, con particolare attenzione alle esigenze familiari dei lavoratori e dei genitori.
La fonte Unioncamere conferma l’esistenza dell’esonero, senza indicarne entità, durata e requisiti specifici.

Perché la UNI/PdR 192:2026 è rilevante

La UNI/PdR 192:2026 consente alle imprese di strutturare e rendere verificabili le proprie politiche di conciliazione vita-lavoro.
Il percorso può contribuire a integrare il benessere organizzativo nella gestione aziendale, con possibili effetti su produttività, reputazione, innovazione e attrazione dei talenti.
Il 21 settembre 2026 rappresenta quindi una data importante per le aziende interessate ad accedere ai contributi e ai servizi di accompagnamento.

Perché affidarsi a Natù ESG

La certificazione UNI/PdR 192:2026 richiede il coordinamento di aspetti organizzativi, documentali e procedurali. Natù ESG accompagna l’impresa lungo il percorso, dall’analisi dei requisiti e dei KPI alla definizione del sistema di gestione e degli indicatori richiesti.
Il supporto comprende anche la gestione della pratica per il contributo, la preparazione alla verifica dell’Organismo di Certificazione e le successive attività di sorveglianza e rinnovo. L’obiettivo è semplificare l’iter e aiutare l’impresa a valutare fin dall’inizio requisiti, opportunità di finanziamento e benefici contributivi.